L’olio delle Marche

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L'olio delle Marche

Da casa nostra a casa vostra

La reputazione dell’olio “Marche”, mantenuta fino ai giorni nostri, ha origini antichissime. I riferimenti storici più antichi si riferiscono all’olio “di Marca” o “de Marchia”, mentre negli ultimi due secoli si è diffusa maggiormente la declinazione plurale olio “Marche” riferita al nome della Regione, che compare definitivamente nel decreto di annessione allo Stato italiano del 1860.
Troviamo menzione dell'olio Marche e della sua qualità nel periodo delle Signorie. Nel 1228 le navi marchigiane che approdavano sulla riva del Po a Ferrara dovevano pagare un pedaggio, "il ripatico", consistente in 25 libbre di olio al quale veniva conferito un valore superiore a quello di altre regioni. Ciò è confermato dai capitolari dell'Arte dei "Ternieri" di Venezia, redatti nel 1263 nei quali è sancito che "l'olio de Marchia" doveva essere separato dalle altre produzioni similari per rivenderlo ad un prezzo superiore in virtù del suo colore e sapore. L'olio Marche veniva venduto anche ai commercianti fiorentini; nel 1347 i lanaioli di Firenze hanno importato dalle Marche ben 2500 orci di olio di oliva. Questa esportazione verso le altre regioni è continuata fino alla metà del 1600. Infine, è del febbraio del 1828 la lettera del grande poeta marchigiano Giacomo Leopardi che che segnala al padre come «l'olio della Marca» fosse famoso anche fuori della Regione.

Questa antichissima reputazione è restata immutata nel corso dei secoli e oggi, più che mai, l’olio Marche viene ricercato e apprezzato in virtù delle sue caratteristiche. Ciò è dimostrato dai numerosi riconoscimenti ottenuti in campo nazionale e internazionale dalle aziende marchigiane negli ultimi anni.
L'elevata reputazione dell’olio Marche deriva senza dubbio dalle sue caratteristiche qualitative dovute a un insieme di fattori: pedoclimatici, tecnologici e socio-economici.

L'olio Marche è un prodotto riconoscibile, dal colore giallo-verde, dal fruttato tendenzialmente medio o medio-intenso. Nel complesso è un olio molto aromatico ed equilibrato nelle sensazioni gustative.

La regione Marche è la regione adriatica più a nord in cui l’olivo rappresenta la principale coltura arborea. Ciò influisce sull’unicità del prodotto caratterizzato da una fluidità riconducibile alla minore sintesi dell’acidi grassi saturi, quali palmitico e linoleico, rispetto all’acido oleico e altri acidi insaturi.

Un altro fattore che concorre a caratterizzare la qualità dell’olio delle Marche è la particolare attenzione che tradizionalmente è stata sempre prestata nella fase di raccolta sia nella scelta del periodo ottimale sia nella modalità utilizzata. Nel tempo, è rimasta costante la modalità di raccogliere il frutto direttamente dalla pianta, brucandolo a mano o con l’ausilio di strumenti agevolatori - pratica, questa, attualmente più diffusa - o con sistemi meccanici che garantiscano l'integrità del frutto. Nelle Marche non è mai stata praticata la raccolta dell’oliva caduta a terra.

Anche la tecnologia di estrazione ha nelle Marche una lunga tradizione. Un censimento del 1910 in provincia di Ancona rileva 163 frantoi attivi, tra forza animale e forza motrice, tanto da far dedurre una capillare distribuzione di impianti in tutti i Comuni della regione interessati alla coltura dell'olivo. Nel 2000 sono operativi nella regione 165 frantoi. Tale dato consente di affermare che oggi, in ogni Comune ove è presente l'olivicoltura, è assicurato il servizio di spremitura delle olive data la capillare distribuzione degli impianti. Una vera e propria rete di frantoi che garantisce che la molitura avvenga in tempi rapidi mantenendo inalterata la qualità delle olive.

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